FAQ

Domande frequenti e curiosità sugli agrumi e sui prodotti di ortofrutta

  1. Le arance siciliane sono le più rosse, come mai?
  2. Quali sono i benefici apportati delle arance rosse?
  3. Cosa significano le sigle I.G.P. e D.O.P.?
  4. Come si sbuccia il ficodindia?
  5. Bevande depurative a base di frutta siciliana. Come prepararle?
  6. Come si riproducono le clementine se non hanno semi?

1. Le arance siciliane sono le più rosse, come mai?

Le arance rosse di Sicilia IGP devono la loro colorazione ad una particolare proprietà naturale, le antocianine. La percentuale di antocianine nelle arance va a seconda delle condizioni climatiche e del cultivar.

Il clima siciliano è ideale per la coltivazione di arance rosse grazie al verificarsi di escursioni termiche e, in special modo, nelle aree intorno al Vulcano Etna, tra le province di Catania, Siracusa ed Enna. Infatti, le antocianine si sviluppano maggiormente grazie alle escursioni termiche tra il giorno e la notte nel periodo di maturazione delle arance, da ottobre a dicembre.

2. Quali sono i benefici apportati delle arance rosse?

Le arance rosse di Sicilia, e gli agrumi in generale, contengono un mix eccezionale di vitamine e proprietà nutrizionali estremante utili al nostro organismo. Le vitamine presenti negli agrumi sono A, B1 e B2 e C, che è contenuta nelle arance rosse in una percentuale del 40%.

La vitamina A è utile per la vista e contro le infezioni, le vitamine B1 e B2 aiutano il metabolismo e la vitamina C combatte l’anemia, aiuta il sistema immunitario ed è un potente antiossidante.

3. Cosa significano le sigle I.G.P. e D.O.P.?

I marchi DOP e IGP segnalano la presenza di prodotti tipici di qualità ufficialmente riconosciuti dai Regolamenti dell’Unione Europea.

La sigla D.O.P. sta ad indicare “Denominazione di Origine Protetta” e viene assegnata ai prodotti elaborati e commercializzati nel territorio di origine. Questo marchio viene attribuito per legge agli alimenti che hanno caratteristiche esclusive che dipendono dal territorio, dalle tradizioni e dalla tecniche di produzione.

La sigla I.G.P. significa “Indicazione Geografica Protetta” e sta ad indicare che il percorso produttivo all’interno del territorio dichiarato conferisce al prodotto le sue caratteristiche distintive, anche se i fattori di produzione minori non provengono dal territorio stesso.

4. Come si sbuccia il fico d’India?

Il fico d’India è un frutto caratterizzato dalla presenza di numerose spine sulla superficie esterna. Il frutto è dolce e succoso e ricco di semi.

Per eliminare la buccia del fico d’India è necessario indossare dei guanti di gomma resistenti, perché le spine sono piccole e sottilissime.

Col l’aiuto di una forchetta bloccate il fico d’India su una superficie piana e con un coltello tagliate le estremità. Praticate un taglio lungo la lunghezza del frutto e, con la punta del coltello, sollevate delicatamente la buccia e separatela dal frutto. Adesso il fico d’India è pronto per essere gustato.

Consiglio pratico: lasciare in ammollo in acqua i fichi per circa un’ora in modo da togliere le spine in eccesso e ammorbidire le altre.

5. Bevande depurative a base di frutta. Come prepararle?

Le bevande depurative sono infusioni aromatizzate a base di acqua naturale, frutta e ortaggi di stagione ed erbe aromatiche. Rappresentano un’ottimo rimedio naturale per depurare l’organismo dalle tossine e sono ricche di vitamine e sali minerali.

La preparazione è estremamente semplice: lavare bene la frutta e tagliarla a cubetti; immergerla in un litro di acqua e lasciare in infusione per qualche ora. Filtrare e bere fresco.

Gli abbinamenti di frutta più comuni sono: limone di Sicilia e zenzero; anguria, melone giallo, limone e zenzero; mela e arancia bionda; limone e menta; fragole, arance rosse di Sicilia e menta.

6. Come si riproducono le clementine se non hanno semi?

Le Clementine sono un varietà di agrumi molto apprezzata sia per il gusto dolce che per l’assenza di semi.

La loro riproduzione può avvenire in due modi: per innesto, tagliando un ramo di un albero di clementine e si trapianta su un altro albero di agrumi, o per talea, si taglia un ramo dell’albero di clementine e si pianta in terra finché non mette radici e diventa una pianta.